M.L. DI PIETRO, M.L. FURIOSI
Quale rispetto per la dignità della donna? Alcune osservazioni in margine alla IV Conferenza mondiale sulla donna.
Chiusi i battenti sulla IV Conferenza mondiale sulla donna, è giunto il momento delle valutazioni e dei progetti per il futuro. Una scena, quella della IV Conferenza mondiale sulla donna, divisa tra due diverse visioni di donna e di rispetto della sua dignità: la prima, che riduce la donna ad una serie di ruoli sociali da conquistare con il rischio anche di perdere le caratteristiche dello specifico femminile; la seconda, che considera la donna e l'uomo persone umane di uguale dignità e co-protagonisti nell'importante compito di migliorare l'umanità: nell'affermare la parità la donna non perde, però, né rinuncia alla sua femminilità, al suo "genio".
La diversità dell'orizzonte antropologico ha informato tutta la discussione preliminare alla stesura della Dichiarazione finale: è quanto emerge da questo articolo, che analizza alcuni dei passaggi più dibattuti del Draft Platform for Action. La debolezza, fin'anche la negazione, dell'affermazione dell'uguaglianza in dignità e parità di diritti tra uomo e donna; la mancanza di una chiara definizione di famiglia; l'ambiguità nell'uso dei termini riguardanti la sessualità, la fertilità e la c.d. "salute riproduttiva e sessuale"; la propaganda di una pianificazione familiare da attuare con il ricorso alla contraccezione, sterilizzazione e aborto; l'identificazione dei programmi di prevenzione dell'infezione da HIV con l'uso dei profilattici; la mancanza di una presa di posizione contro l'aborto e di un chiaro impegno a favore della maternità; un'educazione sessuale ridotta alla sola informazione senza alcun riferimento alla globalità e alla complessità della persona: questi e altri i punti di disaccordo, che sono stati superati solo in minima parte nella Dichiarazione finale.
Una conclusione, quella della IV Conferenza mondiale sulla donna, che ha deluso le aspettative, che tradito la fiducia di quanti speravano in una chiara e forte affermazione del rispetto della dignità e dei diritti della donna; un futuro, forse, ancor più deludente, se gli Stati non prenderanno serie iniziative a favore delle donne, sopratutto quelle in situazione di disagio.
What respect is there for women's dignity? Some observations on the IV International Conference on Women.
Now the IV International Conference on Women is over it is time for the evaluations and plans for the future. The IV International Conference on Women can be seen as two different visions of women and the respect for their dignity. The first reduces women to a series of social roles to be achieved with the risk of losing their femininity. The second considers women and men as human persons with equal dignity and as co-protagonists in the important task of improving humanity: however, in asserting their equality, women do not lose or give up their femininity or their "genius".
The diversity of the anthropological horizon pervaded the whole of the discussion which took place before drafting the Final Document. That is what emerges from this article, which analyses some of the most debated passages of the draft of the Platform for Action. The weakness, which even went as far as a denial of the assertion of equality in dignity and equal rights for men and women; the lack of a clear definition of the family; the ambiguity in the use of the terms regarding sexuality, fertility and so-called "reproductive and sexual health"; the propaganda of family planning to be carried out through contraception, sterilization and abortion; the identification of programmes of prevention of the HIV infection with the use of condoms; the lack of a standpoint against abortion and of a clear commitment in favour of maternity; sexual education reduced to information alone with no reference to the totality and complexity of the person: these and others were the points of disagreement, which were only partly resolved in the Final Document.
The conclusion is that the IV International Conference on Women was disappointing and that it betrayed the trust of those who hoped for a clear and strong assertion of the respect for women's dignity and rights. The future may be even more disappointing if countries do not take serious initiatives in favour of women, particularly those in a situation of hardship.