Medicina e Morale
, 1 (1997), pp. 37 - 55A. Bompiani
, Una valutazione della "Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina" del Consiglio d'Europa(
English ver.)L'articolo si occupa della recente "Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina" elaborata dal Comitato Direttivo per la Bioetica (CDBI) della Comunità Europea ed approvata dal Comitato dei Ministri europei nel novembre del 1996.
Premesso che il testo approvato andrà implementato da protocolli esplicativi dei principi affermati nella Convenzione stessa, l'autore traccia un breve excursus storico del documento analizzando le ragioni che ne hanno giustificato la stesura, i criteri generali adottati ed i principi etici fondamentali che hanno ispirato l'articolato.
L'analisi della Convenzione procede nel tentativo di dare risposta ai seguenti quesiti: Come valutare la Convenzione in merito ai contenuti? a quali principi e criteri etici corrispondono le proposte della Convenzione? e, infine, quali sono gli aspetti che riguardano gli obblighi degli Stati firmatari, i meccanismi di controllo, quali le riserve ed interpretazioni dello strumento internazionale?
In breve, l'ultima parte del lavoro può riassumersi nel seguente modo: 1. il testo della Convenzione risulta apprezzabile in alcuni punti (come nell'affermazione della necessità di protezione dell'essere umano, che rimane prioritario rispetto agli interessi della società) e discutibile in altri (quali, ad esempio, la tutela della vita prenatale, la tecniche di procreazione artificiale, l'assistenza ai morenti, ecc.); 2. la Convenzione si rifà ai principi etici di una medicina attiva, tecnologica e sperimentale diffusi largamente nel mondo anglosassone, il cosiddetto "principialismo"; 3. vengono stabilite delle procedure volte a garantire l'adempimento delle affermazioni contenute nella Convenzione, anche se gli Stati membri possono, al momento della ratifica, formulare riserve nel caso in cui una legge in vigore sul proprio territorio non sia conforme alla disposizione della Convenzione.
An evaluation of the European’s Community’s "Convention on human rights and biomedicine ".
The article concerns the recent "Convention on human rights and biomedicine" drawn up by the European Community's Bioethics Commission and approved by the Committee of European Ministers in November 1996.
Since the approved text will be completed by protocols which explain the principles stated in the Convention, the author provides a brief history of the document and analyses the reasons why it was drafted, the general criteria adopted and the main ethical principles which inspired it.
The analysis of the Convention attempts to answer the following questions: how should the Convention's contents be evaluated? Which ethical principles and criteria do the Convention's proposals correspond to? And finally, which aspects concern the obligations of the partecipating countries and the control mechanisms, and what are the reservations and interpretations of this international instrument?
Briefly, the last part of the paper can be summarized as follows: 1. certain points in the text of the Convention are valuable (like the claim for the need to protect the human being, which remains a priority with respect to the interest of society) and others are questionable (like, for example, the protection of prenatal life, the assisted fertilization techniques, assistence for the dying, etc.); 2. the Convention goes back to the ethical principles of active, technological and experimental medicine, which are present in the English speaking world, described as "principlism"; 3. procedures which aim to guarantee the fulfilment of the contents of the Convention are established, although during ratification, the member countries can express reservations if a law in force in their country is not in conformity with the Convention's dispositions.