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Medicina e Morale, 6 (1997), pp. 1139-1154


L. De Caprio, A. Di Palma, La medicina e la morte

(English ver.)

La morte ha occupato in ogni epoca una posizione centrale nella medicina, e la sua stessa storia dimostra come l'impegno del medico a difendere ad oltranza la vita sia una peculiarità della moderna medicina scientifica. D'altra parte, nel passaggio da una società retta da valori tradizionali a quella moderna, gli storici registrano profondi mutamenti nel rapporto tra l'uomo e la morte. Mentre la cultura dominata dalla tradizione religiosa, pur difendendo la vita, accettava la morte come limite dell'uomo e parte integrante della condizione umana; la cultura della Modernità, nella sua ansia di dominare il mondo, ha rimosso e combattuto la morte. Quindi, solo interventi tesi ad introdurre valori umani e morali nella formazione del medico potrebbero riportare "senso" in una pratica medica che rispecchia fedelmente l'ideologia ed i valori di una società dominata dalla ragione tecnico-scientifica.

Il progresso tecnologico ha messo a disposizione dei medici mezzi capaci di salvare vite umane, ma, per l'oblio di misure umane e morali, con gli stessi mezzi, i medici si accaniscono prolungando inutilmente l'agonia del morente. I1 progresso tecnologico sembra così ritorcersi contro l'uomo. I1 dibattito bioetico aspira a ridare dignità al morente, ma s'è arrestato sul lacerante problema dell'eutanasia. Gli autori giudicano grave e pericolosa questa situazione di stallo; infatti, in un’epoca di limiti nelle risorse, la decisione sulla vita e sulla morte s'avvia ad essere condizionata unicamente da valutazione d'ordine economico.

 


Medicine and death

 

Death has had a central position in medicine in every age, but its history shows that the physicians' engagement to fight for life at any cost is a peculiarity of the modern scientific progress. On the other hand, side in the transition of a society characterized by traditional values into a modern society, historians observe profound changes in the relationship between man and death.

While culture dominated by the religious tradition accepted death as a limit of man and an integral part of the human condition, although it still protected life, the modern culture, in its anxiety to dominate the world, has removed and fights death. Therefore only interventions aimed at re-establishing human and moral values in the education of the physician can give a meaning to the practice of medicine, that fully reflects the ideology and values of a society dominated by technology and science.

Technological progress has provided physicians with the means to save human lives, but without human and moral values, those very means can cause the protraction of the dying person's agony. Technological progress seems to come back against man.

The bioethical debate aims to re-establish the dignity of death, but it has come to a standstill on the heart-rending problem of euthanasia. The authors believe that this situation is dangerous and in fact in this period of limited economic resource, the decisions regarding life and death are being conditioned by economic evaluations.