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Medicina e Morale, 6 (1997), pp. 1099-1118


M.L. DI PIETRO, Dalla clonazione dell'animale alla clonazione dell'uomo?

(English ver.)

La notizia che alcuni ricercatori inglesi sono riusciti a produrre la pecora "Dolly" mediante clonazione del patrimonio genetico di una pecora adulta, ha suscitato nell'opinione pubblica una catena di reazioni nel timore che l'esperimento possa essere ripetuto anche sull'uomo, con la conseguente organizzazione di dibattiti anche parlamentari e nelle commissioni istituite ad hoc, e l'emanazione di direttive a livello sia nazionale sia internazionale. Ma la paventata clonazione di individui umani è eticamente accettabile o meno? E quale sarebbe il significato antropologico di questa operazione? Dopo una breve premessa sugli aspetti scientifici della clonazione e sulle giustificazioni che vengono avanzate a sostegno non solo della clonazione di animali, ma anche di individui umani, l'Autrice fa un'analisi dei criteri che sono stati utilizzati nei documenti dei vari organismi per elaborare il giudizio morale su tale pratica: dal "contrattualismo" al "consequenzialismo" ad una cosiddetta "valutazione globale".


From cloning animals to cloning man?

The news that some English researchers were able to produce the sheep "Dolly" by cloning the genetic patrimony of an adult sheep, provoked a series of reactions in the public opinion regarding the fear that the experiment might be repeated on man too. Consequently debates were organized, both in parliament and in commissions created

ad hoc , and national and international directives were issued. But is the dreaded cloning of human individuals ethically acceptable or not? And what would be the anthropological significance of this operation? After a brief introduction on the scientific aspects of cloning and the justifications proposed in its favour, not only for cloning animals but also human beings, the author analyses the criteria that have been used in the documents of the various institutions in order to provide a moral judgement on this practice: from "contractualism" to "consequentialism" to a so-called "overall evaluation".