Lo
studio riassume quanto l’Enciclica Evangelium Vitae (1995) e la
Dichiarazione Donum Vitae della Congregazione per la Dottrina della
Fede (1987) affermano circa la possibilità di una diagnosi prenatale.
Il principio al quale questi documenti si rifanno è l’assoluta tutela
della vita umana fin dal momento della fecondazione.
Quindi
gli esami sono leciti solo in quanto non danneggiano l’embrione o il feto
e sono finalizzati alla sua terapia, mai alla sua uccisione. Riguardo alla
diagnosi di preimpianto vengono esaminati un documento dei Vescovi Francesi
ed uno dei Vescovi Tedeschi, mentre i menzionati documenti pontifici non
ne entrano in merito.
Questa
possibilità di diagnosi ha una valenza morale diversa, perché
finora essa ha avuto una finalità orientata esclusivamente verso
la selezione e distruzione di embrioni “difettosi”. Ciò è
eugenismo ed è in netto contrasto con il principio della tutela
di ogni vita umana.
The
study summarises the affirmations of the Evangelium Vitae Encyclical
and the Congregation for the Doctrine of Faith document Donum Vitae
about the possibility of prenatal diagnosis. The main point of these documents
is the absolute defence of human life from conception on. Therefore, prenatal
diagnosis is morally acceptable only if it does not damage the embryo or
the foetus and if it is therapy-oriented – and not suppressive. The issue
related to preimplantation diagnosis are examined through a French Bishops’
document and a German Bishops’ one, whereas the two pontifical documents
mentioned above do not discuss it. Indeed, this problem must be seen in
a different moral perspective, since it has so far involved defective embryos’
screening and destruction. This is an eugenics practice and clearly goes
against the defence of every human life principle.