L’articolo
illustra l’evoluzione del rapporto medico-paziente in diverse epoche storiche:
l’Antichità, il Medioevo, l’Epoca Moderna. L’Autore sottolinea l’importanza
che ha la Storia della Medicina nel prevenire il pericolo di una tecnicizzazione
del rapporto medico-paziente e nell’arricchire questo stesso rapporto delle
dimensioni antropologica, cosmologica e metafisica. Nell’illustrare tale
percorso l’Autore si avvale di alcune raffigurazioni artistiche. Le opere
d’arte possiedono forza terapeutica: “cultura e medicina umana sono profondamente
intrecciate. Ogni forma d’arte può essere di aiuto alla diagnostica,
alla terapia, alla prevenzione e alla riabilitazione e può offrire
diverse forme di aiuto nel rapporto con la malattia, con la morte e con
il dolore”.
Il
rapporto medico-paziente non dipende soltanto alla medicina, ma è
anche espressione della cultura e della società alle quali appartiene
la medicina stessa. Per contribuire all’umanizzazione della medicina, dell’assistenza
e dell’ospedalizzazione è necessario tener presente il panorama
culturale, perché la medicina non si pone fuori dalla società,
sebbene abbia una sua dinamica autonomia. L’Autore sottolinea che l’obiettivo
della medicina del futuro deve consistere nel ristabilire un collegamento
tra l’antropologia, la cosmologia, la metafisica e la scienza. Non deve
esistere una separazione tra una medicina di tipo sperimentale, “scientifica”
da un lato, e una medicina che si avvale dell’antropologia, della cosmologia
e della metafisica dall’altro. A questo riguardo il rapporto medico-paziente
è il nodo centrale nel quale si può realizzare l’incontro
tra le scienze naturali con le scienze umanistiche.
The
evolution of doctor/patient relationship: yesterday, today, and tomorrow.
This
article deals with the evolution of doctor/patient relationship with respect
to different historical periods: the Ancient Times, the Middle Ages, the
Modern Age. The Author underlines how important the History of Medicine
is in preventing the technological shift of doctor/patient relationship
and in enriching this relationship with the anthropological, cosmological,
and metaphysical dimension. In order to follow this path, the Author suggests
to use some artistic representations, since artistic works do have a therapeutic
force: “human culture and medicine are deeply interwound. Any artistic
form may be useful to diagnostics, therapy, prevention, and rehabilitation;
it may also offer various help strategies concerning the attitude towards
sickness, pain, and death”.
Doctor/patient
relationship does not depend on medicine only, but is also the expression
of culture and society, to which medicine itself belongs. Because medicine
is not outside society - though it has its own autonomous mechanism - it
is necessary to take the cultural context into consideration in order to
contribute to the humanisation of medicine and assistance.
The
Author highlights that the aim of the future medicine must be the recovering
of a connection among anthropology, cosmology. metaphysics, and science.
In fact, there must be no separation between an experimental-”scientific”
medicine and a medicine based on anthropology, cosmology, and metaphysics.
For this reason, doctor/patient relationship is the central issue that
can accomplish the gathering of natural science and humanities.