Numero Argomento Autore


Medicina e Morale, 1999, 3, pp. 497-515


Bonelli, J.; Prat, E.H.; Auner, N.; Bonelli, R., Morte encefalica: la comprensione dell'organismo come un tutto

( English ver.)

Dal momento che la terapia intensiva consente di mantenere artificialmente la circolazione del sangue e la respirazione per un certo tempo, i criteri tradizionali di accertamento della morte, come l'arresto cardiaco e la cessazione della respirazione non sono applicabili in tutti i casi.Di conseguenza, la cessazione irreversibile delle funzioni cerebrali è stata accettata come il fattore più importante dell'avvenuta morte. Questo criterio è strettamente correlato alla disintegrazione dell'organimo come un tutto.Tuttavia, la controversia riguardante il momento in cui un uomo possa essere dichiarato vivo o morto non è stata ancora risolta.Il punto critico decisivo in questa controversia sembra essere quello della inadeguata definizione dell'oganismo "come un tutto".Lo scopo del presente studio è di contribuire a colmare questo vuoto e dunque, in prima approssimazione, ne viene data una definizione di massima.In un secondo momento, gli autori esaminano l'evidenza empirica relativa alla qustione se tale attribuzione (l'organismo come un tutto) possa connotare il corpo umano con un sistema nervoso centrale irreparabilmente danneggiato. Per la definizione della vita e della morte, correlata all'oggetto dell'articolo, è importante la ditinzione tra vita biologica derivata (cellule o organi viventi isolati, culture cellulari, sistemi cuore-polmone) ed essere vivente. A tal fine, sono esaminati i criteri di completezza, indivisibilità, autofinalità ed identità, criteri che laddove sino mancanti viene a mancare l'essere vivente in quanto tale. In un organismo in stato di morte cerebrale si possono trovare segni vitali come il battito del cuore, il metabolismo, la crescita delle cellule, fenomeni di rigenerazione e così via.Quest, tuttavia, non sono segni distintivi di un organismo come un tutto, ma rappresentano una combinazione fisiologica di organi le cui parti - dirette dall'esterno - sono dipendenti l'una dall'altra.Un corpo in stato di morte cerebrale, comunque, manca ei quattro criteri connotanti l'essere vivente sopra citati e, dunque, quel corpo non è più uomo vivente: è una vita biologica puramente derivata.Se consideriamo l'organismo in morte cerebrale indirettamente attraverso la valutazione dello stato del ervello stesso e delle sue funzioni, si può affermare che il cervello sia la fondazione costitutiva (il garante) dell'identità e della completezza di un individuo quale "un tutto".Con la perdita della funzione cerebrale tale interezza è persa e pertato l'essere umano è morto.


Brain Death: understanding the organism as a whole

Since intensive care medicine enables us to maintain blood circulation and respiration artificially for some time, the usual criteria for death, such as cardiac arrest and cessation of respiration, are not applicable in all cases. Thus, the irreversile breakdown of the brain functions have come to be accepted as the most prominent factor for the occurence of death. This criterion is linked primarily to the disintegration of the organism as a whole. Yet the controversy surrounding the moment whena man can be declared dead or alive has not yet been resolved. The decisive weak point in this controversial discussion seems to be that the notion of the "organism as a whole" is inadequately defined. The aim of this study is to fill this void. Thus at a first approximation, a rough definition of the "organism as a whole" is given. In a second step we turn to examine the empirical evidence related to the question of whether this attribute is possessed or not by a human body with an irreparably amaged brain. For the characterization of life and death, as related to our question, it is important to distingnish between derivated biological life (isolatedly living cells or organs, cell cultures, heart-lung-compound) and a living being. For tis distinction the criteria of completion, indivisibility, auto-finality and identity have been considered. If these are missing a living being does not exist. Then a man is no longer a living man, he is dead. In brain-dead body one finds a number f signs of life such as heartbeat, metabolism, growth of cells, regeneration an so forth. These signs of life, however, are not signs of an organsim as a whole but signs of a physiological combination of organs whose parts - directed from the outside- are dependent on each other. The brain-dead body lacks, however, the four criteria of a living being. Thus it is no longer a living man. It is a purely derivated biological life. If we regard the brain-dead body indirectly by considering the statusof the brain itself and its functions we can say that the brain is the constitutive foundation (the guarantor) for the identity and completion of an individual as a whole. With the loss of the brain this wholeness is lost. The man is dead.