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Medicina e Morale, 1999, 4, pp. 641-708


Ascani, P.; Neves De Almeida, O., Proprietà industriale: alcune considerazioni sul brevetto biotecnologico

( English ver.)

Nell'attuale orientamento della ricerca biotecnologica applicata, il brevetto è diventato la chiave per lo sfruttamento economico delle invenzioni, e quindi tende a concentrare attorno a sé parte del dibattito biotecnologico. Tuttavia, per poter coglere a pieno i termini della questione, bisogna tenere in considerazione che l'attività biotecnologica in se stessa è indipendente dal brevetto, e può svolgersi prescindendo da esso. Il brevetto, infatti, consiste essenzialmente nella concessione di u monopolio economico sulle invenzioni. Ciononostante, la concessione del brevetto non è un atto giuridico moralmente neutro, perché implica sempre una dichiarazione dell'utilità pubblica dell'invenzione, cui è legata la concessione di un regime legae di privilegio. Gli operatori giuridici devono, pertanto, essere consapevoli dei problemi morali inerenti alcune attività biotecnologiche, e, parimenti, gli specialisti di bioetica devono conoscere la vera portata del brevetto per capire le peculiartà del relativo dibattito. La concessione del brevetto presuppone la verifica di una serie di requisiti tecnici, intesi a determinare l'ammissibilità della richiesta, a definire gli effetti economici e a risolvere gli eventuali conflitti giuridici.Tali definizioni devono essere anche il punto di riferimento delle relative problematiche etiche, quali la cosiddetta "brevettabilità della vita", l'incidenza del brevetto sull'indipendenza della ricerca scientifica e gli eventuali effetti positivi onegativi del brevetto sullo sviluppo socio-economico. Fino agli anni '90, molti Stati escludevano dal brevetto importanti settori dell'attività economica, tra cui l'industria biochimica e farmaceutica. La brevettabilità delle invenzioni biotecnologche non costituiva, quindi, un problema universalmente sentito. Con gli accordi multilaterali dell'Organizzazione Mondiale del Commercio del 1994, gli Stati sono invece obbligati a concedere brevetti per ogni invenzione industriale che non sia contraia all'ordine pubblico e al buon costume, e quindi anche per i prodotti biotecnologici, rendendo in tal modo universale la problematica etica del brevetto. Tuttavia, sarebbe sbagliato cercare la soluzione delle problematiche biotecnologiche nella dsciplina giuridica del brevetto. Un tale compito corrisponde piuttosto ad una legislazione bioetica di carattere generale. Alla proprietà industriale si deve soltanto chiedere l'integrazione degli appositi parametri morali nell'istanza amministrativadi concessione, nelle istanze giudiziarie d'appello e, nel modo appropriato, nella specifica legislazione. Ciò costituisce una responsabilità irrinunciabile di tutti gli operatori giuridici interessati, pubblici e privati, che, anche in assenza di un specifica legislazione di riferimento, devono, comunque, difendere sempre una concezione integrale del diritto, ancorata alla tutela del bene comune e della dignità umana.


Patent rights: some considerations on biotechnological patents.

With reference to current trends in applied biotechnological research, patents are seen as the most viable tool for converting basic findings into marketable products. Thus, an important part of the biotechnology debate centers on the matter of patens. However, so as to maintain proper focus, it should be remembered that biotech developments are not necessarily linked to patents and could proceed without them. Actually, patents rely mainly on the granting of an economic monopoly for new inventios. The granting of patents, however, has moral implications and is not a neutral matter. Patents state the public interest of inventions and ensure privileged legal positions. Consequently, it is imperative that experts in legal matters and bioethis engage in meaningful discussions concerning the moral problems related to biotechnology. To grant a patent is to verify a set of technical conditions which determine the feasibility of the claim, define the scope of the monopoly, and provide a legl frame to settle potential conflicts. The main ethical problems related to patents on life (genetic modified organisms), patents on biodiversity, patents related to freedom of research and patents related to economic development, must be discussed i connection with their legal requirements. Till the 90s, many countries did not grant patents to an important range of activities, among which the pharmaceutical and biochemical industries. Biotechnological patents, then, were not a world question With the multilateral agreements of the World Trade Organization, of 1994, instead, countries are bound to grant patents to any new invention, biotechnological products included, that is not against "ordre public" and moral. Therefore, the ethical dscussion around patents has become universal. But it would be wrong to ask to the patents system the solution of all the ethical problems of biotechnology. That is, instead, the task of a general legislation, which copes with the different questios aroused by biotech. Industrial property public officers, as well as attorneys and any other legal operator, should, in their turn, integrate the parameters of biotechnological laws in the administrative decision of granting a patent, in the courts udgments and, if necessary, in the specific patents law. In any case, the legal gaps left by an incomplete bioethics legal framework should be filled by means of an integral vision of law, firmly based on human dignity and on common good promotion.