CESAREO V., CIPRIANI R., GARELLI F., LANZETTI C., ROVATI G., La religiosità in Italia , Milano: Arnoldo Mondadori, 1995, pp. 369.

(M.L. Di Pietro)

Quanti sono i cattolici in Italia? Fino a che punto la convinzione religiosa ha un riscontro nel vissuto religioso e nella pratica della vita quotidiana? La credenza si accompagna ad un'effettiva esperienza di fede? Quali sono le convinzioni etiche di coloro che si definiscono cattolici? A queste e altre domande cerca di rispondere una grande ricerca, condotta da un'equipe di docenti dell'Università Cattolica di Milano e di altri atenei italiani, diretta dal prof. Vincenzo Cesareo: la realtà italiana viene letta alla luce degli orientamenti culturali, spirituali, civili e politici che caratterizzano oggi il nostro paese.

I dati ottenuti dalla ricerca, condotta tenendo conto delle differenze sia di tipo culturale-politico, sia di tipo sociale-demografico (l'età, il sesso, la professione, il livello di istruzione, l'area geografica e il livello di urbanizzazione), sono il risultato di 4500 interviste [ogni questionario era formato da 340 variabili] a soggetti in età compresa tra i 18 e i 74 anni, domiciliati in 166 comuni italiani.

Dal raffronto degli innumerevoli dati raccolti si sono potute valutare quattro dimensioni fondamentali della religiosità: le credenze, l'esperienza di fede nella vita quotidiana; le pratiche di culto intese come partecipazione ai riti o come atti di devozione popolare; la sensazione di appartenenza ad una Chiesa in particolare a quella cattolica.

Quali i risultati? E' ovviamente impossibile riportarli in così breve spazio, ma possiamo riferire alcuni dati che ci sembrano significativi. Ad esempio, un terzo dell'84% degli italiani che si dichiara cattolico ritiene di non dover aderire agli insegnamenti della Chiesa, soprattutto per quanto concerne l'etica, ad esempio, in campo sessuale e familiare.

Per essere più chiari. Il 21,5% degli intervistati è contrario a qualsiasi ipotesi abortiva, mentre il 79% ne accetta la possibilità: il 50% del 79% era costituito da persone auto-definitesi cattoliche. E' questa un'ulteriore conferma di quella dicotomia che si sta venendo a creare tra fede e sacramento, da una parte, e comportamenti, dall'altra.

Le informazioni che ci vengono offerte da questa ricerca potranno essere molto utili per quanti sono impegnati nell'informazione e istruzione religiosa, per meglio impostare, orientare e sviluppare il proprio lavoro, nell'individuazione anche di nuove strade per «arrivare al cuore degli uomini».

Un approccio interessante e imprescindibile quello sociologico, che va comunque integrato con il contributo delle altre discipline: «Va indubbiamente riconosciuto - scrive Adriano Bausola nella Presentazione - che l'approccio sociologico, con le relative tecniche di raccolta delle informazioni, non costituisce l'unica forma di conoscenza del fenomeno religioso, e che deve essere assolutamente integrato dagli strumenti propri della ricerca storica, antropologica, psicologica, filosofica, teologica» (p. X).


Ritorno all'indice degli articoli.
Ritorno all'indice della Rivista.
Ritorno alla Home Page del Centro di Bioetica della Cattolica