Non è infrequente che persone con uno sviluppo, anche spiccato in specifici ambiti della propria realtà,
presentino, per=, una situazione, più o meno evidente, di immaturità affettiva e psicosessuale, che rende
difficoltosa sia la propria realizzazione come uomo o come donna, sia la relazione con gli altri non solo in
ambito coniugale o educativo, ma anche nella vita religiosa.
Perché se la sessualità è dimensione originaria e strutturale della persona, luogo della personalizzazione e
della socializzazione, ogni relazione con gli altri, anche la sola relazione sessuata - ovvero improntata a stima,
rispetto, amicizia, affettività, senza il coinvolgimento del corpo sessuato a livello della genitalità fisica -, è
segnata, filtrata, dal proprio essere uomo o donna: così anche per chi fa la scelta verginale e religiosa. E se si
legge la «maturità affettiva» come la raggiunta capacità di dialogo con gli altri o con l'Altro, ne viene da sé
che chi non è maturo dal punto di vista psicosessuale e affettivo, non è in grado né di fare con sufficiente
serenità la scelta della castità né di svolgere nella pienezza il Ministero che gli è stato affidato.
Da questa constatazione è nata l'idea del libro che segnaliamo: ne è autore Franco Decaminada,
presidente dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma e direttore del Dipartimento di Psicologia Clinica
e Psicoterapia.
In maniera chiara, ma nel contempo arricchita da numerosi e pertinenti riferimenti al pensiero e ai modelli
teorici di altri studiosi di psicologia, sociologia, pedagogia e psicoanalisi, l'Autore introduce, sia chi è
impegnato nella formazione dei nuovi sacerdoti e religiosi/e ma anche ogni educatore, nei meandri del
linguaggio psicologico e nell'interpretazione dei diversi fenomeni.
Per questo motivo, i primi due capitoli del libro sono dedicati all'approfondimento dei concetti di affettività,
maturità affettiva, immaturità affettiva, maturità psicosessuale e disturbi nell'ambito della
psicosessualità.
Soltanto in un secondo momento, dopo questa necessaria opera di chiarificazione, vengono affrontati gli
aspetti "pratici" della questione: le modalità di selezione dei candidati alla vita religiosa, le figure ad essa
preposte, il ruolo dei formatori, nonché le caratteristiche di personalità e di condotta richieste agli stessi
formatori.
Perché, per fondare la propria vita sull'Amore è necessaria innanzitutto «una comprensione adeguata e non
parziale di tale amore: una comprensione dell'amore in se stesso e una comprensione delle dinamiche
personali in cui la vocazione all'amore si realizza» (Card. Pio Laghi, Presentazione, p. 14). E' «dunque
essenziale raggiungere quel livello di maturità personale e soprattutto affettiva e psicosessuale che è
condizione indispensabile per vivere con gioia la propria incondizionata donazione al Signore, collaborando in
maniera attiva e responsabile al piano di Dio attraverso il proprio sforzo di crescita umana e di
autoformazione spirituale» (Ibidem).
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